NOTES

thoughts, sensations, intuitions, research

7 di fiori

Le sensazioni, le emozioni e i pensieri sono così tanti e complessi che la loro sommatoria tende all’immobilità, all’assenza. Allora porto l’attenzione su un elemento alla volta isolandolo. Cerco un indizio nella natura, nel canto degli uccelli, osservando le altre umanità che mi trovo intorno.Il luogo in cui seggo è stupendo, vibra alla mia stessa frequenza, è una mia porta. La panchina è logora, arrugginita, sgangherata e ha assunto una forma ideale per la mia schiena. Il tempo l’ha forgiata affinché oggi mi accogliesse. Sopra di me un albero di Caccamo che mi riporta all’infanzia. Il Caccamo è un pò il mio albero sacro. Vi sono già i frutti, quelli che usavo da bambino per la mia cerbottana. Alla base un formicaio, di quelli che ho sempre osservato durante la mia vita, fin da piccolo. Rappresenta l’aspetto sociale e collaborativo di questa esistenza. Attorno all’albero e al suo cerchio d’ombra abbastanza spazio soleggiato da mantenere gli altri ad una distanza opportuna, affinché non mi infastidiscano. Ad un metro da me vi è anche un cestino dei rifiuti, ammaccato, in perfetta armonia con il luogo e che inoltre assolve ancora alla sua funzione. Alla mia sinistra, a distanza, il parco giochi con i bambini che giocano. Le loro voci neutre e acute, la felicità dell’essere, nella loro percezione l’assenza del tempo e dello spazio. L’energia libera e incontrollata. Il tutto interrotto dall’intervento di genitori apprensivi che inquinano la purezza delle loro attività, ponendo vincoli alla loro espansione. Ogni intromissione, ogni interferenza è come un marchio a fuoco, indelebile, una possibilità negata, un velo che viene posto a coprire la loro coscienza, finché un giorno non ne perderanno la percezione. Alla mia destra la biblioteca, il luogo in cui si tengono eventi, simbolo dell’età adulta. Odo degli applausi, delle urla stridule, rozze ed invadenti. Lì governa il tempo e lo spazio, le regole e le strutture, la parzialità ed il compromesso, la mediocrità di questa esistenza.Da dietro invece mi raggiungono i rintocchi di una campana che mi informano sul trascorrere del tempo, qualora lo dimenticassi.Davanti a me, al centro dello slargo in terra battuta, la base di una colonna che non c’è più. Simboleggia le radici, le fondamenta a partire dalle quali tutto può essere costruito. Lo spazio che occupava la colonna adesso è vuoto, da riempire con infinite possibilità. La sua forma è cubica (muladhara) e sopra l’accenno di ciò che sarà, che potrebbe essere.Nella porzione di spazio delimitata dall’ombra del Caccamo trovo una carta da gioco, di quelle leggere utilizzate dai prestigiatori. E’ un sette di fiori. Evento sincronico oggetto d’indagine.

Realtà oggettiva

La realtà può essere oggettiva soltanto prima che si manifesti. Ogni sua manifestazione è figlia di una scelta, di un’interpretazione. Ogni manifestazione è un atto di concepimento che avviene organizzando, a discrezione del genitore (colui che genera) o comunque sotto la sua influenza che spesso è anche inconsapevole, alcuni elementi attingendo dal tutto. Le manifestazioni della realtà non possono quindi che essere personali e soggettive. Quasi sempre l’uomo confonde ciò che può definirsi realtà con ciò che invece è la sua manifestazione.

Bolla di realtà / bubbles of reality

Siamo lo spazio dentro cui la realtà si manifesta. Creiamo delle bolle di realtà personali. A volte queste bolle di realtà si intersecano tra loro, all’interno di quella intersezione la realtà è condivisa. / We are the space in which reality manifests itself. We create bubbles of personal reality. Sometimes these reality bubbles intersect each other, within that intersection reality is shared.